Danza, mio cuore!
Danza di gioria oggi.
Canti d'amore
riempono di musica
le notti e i giorni,
il mondo è attento alla melodia.
Pazze di felicità,
la vita e la morte
ballano al ritmo di questa musica.
I monti, l'oceano
e la terra danzano.
Tra risate e singhiozzi
l'umanità balla.

Kabir - da Canzoni dell'amore infinito

danza

 

Bhava e rasa

Lo scopo dell’arte in India non consiste nella bellezza in sé ma nell’abilità di evocare gli stati più elevati dell’essere. L’arte utilizza la materia, nel senso più ampio del termine, per poi trascenderla; la peculiarità della danza, come della scultura è l’uso del corpo; tuttavia il loro scopo comune è quello di creare la sensazione che la danza o la bellezza siano al di là di esso. Nella scultura indiana per esempio non si pone un accento eccessivo sulla raffigurazione anatomica del corpo e quindi sulla muscolatura come avviene nell’arte greca, ma si dà maggiore enfasi all’armonia della posa, in modo tale che l’attenzione dello spettatore non si arresti alla mera fisicità ma colga il messaggio di una verità sottile che si cela dietro l’immagine stessa.
La profonda relazione tra l’attore-danzatore e lo spettatore impone che entrambi posseggano qualità specifiche; inoltre è in tale legame che si cela il nocciolo della teoria estetica: l’idea di bhava e rasa.
La storia delle varie forme di danza in India rappresenta, infatti, un documento prezioso del tentativo di dare espressione a uno o a diversi bhava in modi molteplici.
Il rasa e il bhava si possono ritenere come due fratelli siamesi: l'uno senza l'altro non avrebbe esistenza sensibile. Il rasa senza bhava non potrebbe essere generato e viceversa se il bhava non promuove il rasa corrispondente è praticamente nullo.

In sintesi: il tema da rappresentare offre all’artista un’ispirazione che si esprime principalmente con un’emozione (bhava). Il desiderio irrefrenabile di comunicarla all’esterno induce l’attore a convogliare tutti quei fattori che amplificano e sostengono tale emozione. Questi fattori sono noti come vibhava e anubhava. Vibhavaè ciò che nutre le diverse emozioni quindi fornisce, per fare un esempio, il contesto ideale all’emozione da trasmettere. Anubhava raggruppa invece tutti i mezzi impiegati dall’attore per esprimere l’emozione. Questi possono consistere di gesti, di parole, di costume o trucco ecc.

L’attore-danzatore deve far risuonare nella mente e nel cuore dello spettatore le corde del sentimento prescelto, per esempio l’amore. Nello spettatore, accarezzato da questa passione ideale, scaturirà allora una profonda gioia e il sentimento corrispondente noto come rasa.
Il tentativo di suscitare rasa avrà successo solo se l’artista sarà in grado di vivere intimamente ciò che deve esprimere e se lo spettatore sarà altamente ricettivo, sensibile e in grado di fondersi con il soggetto rappresentato.